Assisi - Il Vico del Poeta
 

Assisi

Fin dai primi passi nella suggestione

Fin dai primi passi nella suggestione


Ci si accorge subito che Assisi è una città unica.  L'intera struttura urbana sembra fondersi in un singolare intrico di case, vicoli, mura e giardini (purtroppo non sempre visibili). La sensazione che si prova è quella di muoversi all'interno di un nucleo accogliente dove la “pietra rosa” contribuisce a creare un mescolio continuo di luci e ombre che svia i nostri passi. Non abbiate paura di perdervi però; le vie, i corridoi, i vicoletti sembrano star dietro l’uno all’altro, tutti diversi ma comunque accoglienti. E fusi in un solo corpo, in un caleidoscopio di armonie e silenzi, di saliscendi in cui il ritmo del cuore si accorda al pulsare di ogni scorcio: piazzette o scalinate apparentemente solitarie non è raro che ci gettino d’improvviso nelle vie più gremite. Assisi è un’anima benevola che accoglie i piccole e grandi "perchè" di ognuno di noi e ne fa tesoro trasformandoli in poesia, bellezza…

La strada fu dapprima in discesa, poi in una allegra vallata fiancheggiata da ambo i lati da lontane colline, vidi finalmente stendersi Assisi.
Dal Palladio al Volkmann sapevo che vi si ritrovava un magnifico tempio di Minerva, costruito nell’epoca di Augusto e perfettamente conservato. […] Poi chiesi ad un bel ragazzo dove si trovasse Santa Maria Sopra Minerva; egli mi accompagnò verso la città, costruita sulla china di un monte. Giungemmo finalmente nella città vecchia vera e propria, ed ecco apparire ai miei occhi quell’opera insigne, il primo compiuto monumento dell’antichità ch’io vedevo; un tempio di modeste proporzioni, come si conveniva ad una piccola città, tuttavia perfetto, così ben ideato da essere ammirevole ovunque si sia. […]

                                                                                                                                                                          Johann Wolfang Goethe

 

 

Via J. Jørgensen

Via J. Jørgensen


Il Vico del Poeta si trova in via Jørgensen, vicolo appartato a cui si accede dalla più ariosa via Santa Maria delle Rose.
Tante sono gli itinerari che ci sentiremmo di segnalare a un ipotetico viaggiatore ma cominceremo proprio da qui, poco distanti dalla sommità del colle che ospita quest'antico borgo aggiungendo che, se è vero che di molti passaggi e anditi più o meno noti della città si potrebbero raccontare aneddoti o descrivere bellezze, questo vicolo non fa eccezione, anzi…
Ci troviamo a ridosso di quello che probabilmente fu un antico varco della città, l’ultimo camminamento prima di scorgere la roccaforte posta sulla sommità del colle, la Rocca Maggiore.
Nel vicolo aleggia un’atmosfera sospesa, un silenzio metafisico intervallato dal calpestio sporadico dei passi. Un percorso che all’alba e al crepuscolo o sotto una pioggerella rarefatta può davvero apparire incantato.
Proprio in questa stradina dall'aria discreta visse per lungo tempo il poeta e scrittore danese Johannes Jørgensen che, innamorato della città, decise di stabilirsi qui: ancora oggi un'effige visibile all'esterno della sua dimora celebra l'illustre cittadino onorario.
Sia che abbia scelto questo luogo appartato per un’intuizione poetica sia per un anelito spirituale non possiamo che concordare con lui d’aver fatto una scelta felice.
Santa Maria delle Rose e il Belvedere

Santa Maria delle Rose e il Belvedere

Una volta fuori dal vostro appartamento eccovi di fronte un arco che come un passaggio segreto conduce alla città.

Ma già qui, dopo pochi passi Assisi si svela nella sua natura duplice. Questo è un luogo da percorrere certamente a piedi, da attraversare fisicamente divenendone parte attiva, in un'ascesi che coinvolge il corpo e il pensiero…

Ma anche un'esperienza che impone delle soste. Soste nelle quali si trasecola come di fronte un paesaggio tanto imponente da riempirci di interrogativi.

Subito il belvedere di fronte la chiesa di Santa Maria delle Rose vi cattura e vi costringe a osservare i tetti sopra Piazza del Comune e ancora oltre la mescolanza di colori della campagna…


Cattedrale di San Rufino.

Cattedrale di San Rufino.


Sono sufficienti pochi passi per raggiungere la cattedrale di San Rufino, la cui facciata è uno dei più interessanti esempi del romanico “umbro” in centro Italia.
Duomo della città, fu costruito in onore del Patrono San Rufino, martire dei Romani nel 238 e primo vescovo di Assisi.
I lavori, affidati all’architetto Giovanni da Gubbio iniziarono nel 1140 ma poterono dirsi conclusi soltanto nel 1253. La chiesa rimase intatta per secoli, finché Gian Galeazzo Alessi la trasformò internamente nel 1571.
Il museo della cripta presenta un’interessante e variegata collezione di opere e cimeli provenienti dalla Cattedrale e da alcuni oratori delle Confraternite assisane.
Vale anche la pena soffermarsi qualche istante nella splendida piazza dove lasciarsi stordire dal girotondo dei palazzi nobiliari.
Basilica di Santa Chiara

Basilica di Santa Chiara

Risalendo Borgo Aretino (per chi viene da Porta Nuova) o da Piazza del Comune proseguendo per Corso Mazzini si arriva alla Basilica di Santa Chiara. La chiesa gotica di Santa Chiara (1257-1265) ripete le forme della Basilica Superiore di Francesco. Fu edificata sopra la Chiesa di San Giorgio per dare a Chiara una chiesa che la celebrasse e, allo stesso tempo,  un monastero più grande alle monache clarisse di San Damiano. Di notevole interesse è un Crocifisso su tavola attribuito al cosiddetto Maestro espressionista di Santa Chiara (anche autore degli affreschi raffiguranti la Storia della vita della santa).
Nella cripta, costruita nel 1850-72, si conserva il sarcofago in pietra con il corpo di S. Chiara, ritrovato nel 1850.
Piazza del Comune

Piazza del Comune


Piazza del Comune è il raccordo ideale tra tutte le arterie principali della città.
E’ qui che si percepisce maggiormente il carattere cosmopolita di Assisi: affollata di turisti e abitanti la piazza perde i connotati fisici fino a diventare un luogo fatto di suoni e luce.  Molte sono le opere degne di nota, dalla bella fontana poligonale si prosegue con il Palazzo del Capitano del Popolo, edificio del XIII sec, accanto al quale svetta la maestosa Torre del Popolo.
Il Tempio, che la tradizione ha voluto impropriamente attribuire al culto di Minerva, richiederà qualche attenzione in più: fulcro dell’insediamento di epoca romana insieme al piazzale sottostante, esso costituisce l’alveo dell’antico foro della città.  Conserva perciò intatte le caratteristiche che l’età medioevale ha cancellato altrove.
Ovviamente consigliamo una sosta per un aperitivo o una bibita analcolica.
Eremo delle Carceri

Eremo delle Carceri

Immerso nel cuore del Parco del Monte Subasio, in un’atmosfera che non si discosta poi molto da quella che conobbe lo stesso Francesco, è l’Eremo delle Carceri.
Uscendo da Porta Cappuccini si prosegue per la strada asfaltata seguendo l’indicazione Monte Subasio-Eremo delle Carceri.
Lungo la strada è possibile ammirare un’ampia e suggestiva veduta di tutta la valle spoletina e dei monti Sibillini.
Il monastero, detto “Eremo delle Carceri” in ragione del significato antico della parola  “carceri” (Sacro Ritiro) era un piccolo oratorio quando, nel 1225, Francesco lo scelse come luogo di penitenza e di contemplazione. Alla piccola chiesa originaria venne aggiunto nel 1400, sotto la guida di San Bernardino, il convento. Lo stesso fu poi ampliato nei secoli fino a raggiungere l’aspetto odierno.
Contemplazione, natura, spiritualità sono indizi che ne svelano il significato più profondo.
Basilica di S. Francesco

Basilica di S. Francesco

Quest'imponente monumento dedicato al santo patrono d'Italia e alla spiritualità vale da solo un viaggio in Umbria. Impossibile descriverne la bellezza ed elencare le numerose opere pittoriche contenute al suo interno (Giotto, Cimabue, etc.). Venite ad ammirarlo di persona.